IL CATECUMENTATO

Martino, ancora catecumeno, dona metà del suo mantello al povero

 

  1. L’iniziazione cristiana degli adulti

Dio rispetta in modo sommo la libertà dell’uomo. Egli ci salva soltanto se noi liberamente vogliamo essere da lui salvati e corrispondiamo alla sua grazia.

Per questo la Chiesa, dopo l’annunzio del vangelo, non concede immediatamente a chiunque il Battesimo, ma soltanto a coloro che , mossi interiormente dalla grazia, si aprono alla fede e lo chiedono: «Cosa dobbiamo fare fratelli? Ciascuno di voi si faccia battezzare» (At)

Ed ecco che la Chiesa organizza per i catecumeni (coloro che decidono di diventare cristiani) un itinerario di formazione alla fede in vista di una adesione convinta e responsabile e anche per istruire i catecumeni in ordine a ciò che devono credere e vivere come cristiani.

Il catecumenato storico nella sua forma più classica durava circa un triennio e impostava la formazione dei catecumeni in tre importanti ambiti: istruzione sulle verità della fede (catechesi); educazione spirituale alla preghiera cristiana (liturgia); abilitazione morale all’osservanza dei comandamenti e i precetti evangelici (vita cristiana). Si denotano in tal modo i tre ambiti essenziali: lex credendi, lex orandi, lex vivendi.

I tre ambiti sono necessari e indissolubili per un’adesione integrale a Cristo nella nuova vita della grazia: il catecumenato è un itinerario intellettuale di adesione ragionevole e pensata al dogma della fede; un itinerario spirituale di celebrazione specifica dei misteri cristiani; un itinerario morale di osservanza dei santi Comandamenti e della legge evangelica.

L’organizzazione del Catecumenato in ogni suo ambito (catechistico, liturgico e morale) è riservata al Vescovo con la stretta collaborazione dei sui presbiteri e diaconi. Il ruolo della famiglia del Catecumeno è importante, ma non primario al punto che se questa è ancora pagana viene supportata dai padrini nominati o approvati dalla Chiesa, che ne assolvono le funzioni in ordine alla formazione di fede. Ciò implica una caratteristica importante che sarà propria anche della catechesi post-battesimale dei fanciulli.

 

  1. I riti liturgici del Catecumenato

Il Catecumenato è accompagnato da importanti e significativi riti liturgici con i quali la Chiesa stessa, come Madre e Maestra, difende e promuove la crescita nella fede dei Catecumeni.

Tali riti sono:

L’ingresso nel Catecumenato. Avviene con il dialogo di accoglienza, l’iscrizione del nome e il segno della croce e l’ingresso in chiesa.

  • Il dialogo afferma pubblicamente la libera volontà del Catecumeno ad abbracciare la fede ed accedere al battesimo. Egli domanda alla Chiesa la fede, ossia di ricevere la virtù teologale della fede che sarà infusa in lui col carattere battesimale e questa fede gli darà la vita eterna.      La Chiesa allora lo mette davanti alle sue responsabilità di corrispondenza al dono soprannaturale: Se vuoi avere la vita osserva i comandamenti.
  • L’iscrizione del nome è importante perché stabilisce la novità della rigenerazione battesimale dove nasce l’uomo nuovo e si riceve un nome nuovo in Cristo.
  • Il segno della croce sulla fronte, ma anche in altre parti del corpo (bocca, spalle, petto) manifesta l’appartenenza a Cristo col segno della croce impresso sulla fronte come i figli di Israele furono segnati col sangue sugli stipiti della porta di casa in gitto.
  • L’entrata nella Chiesa inaugura la regolare partecipazione all’assemblea liturgica nella sua prima parte (liturgia della parola – Messa dei catecumeni).

La partecipazione regolare all’assemblea domenicale per l’istruzione catechistica e liturgica (le grandi omelie patristiche si rivolgevano frequentemante ai catecumeni).

Gli esorcismi minori. Sono frequenti preghiere di liberazione da Satana fatte a Dio in nome della Chiesa. Tali esorcismi saranno particolarmente solenni nell’ultima Quaresima prima del Battesimo nella notte di Pasqua. La domenica III, IV e V di Quaresima si celebrano gli Scrutini (esorcismi), che potevano raggiungere anche il numero di sette nelle ferie quaresimali (cfr. il tema della I dom. di Quaresima).

Le tre Consegne: del Credo (lex credendi), del Pater (lex orandi) delle Beatitudini o Comandamenti (lex vivendi) (previste o nelle ferie o nelle stesse tre ultime dom. di Quar.)

Il rito dell’Effatà per l’apertura dell’udito dell’anima all’ascolto della voce del Signore (cfr. il tema della II dom. di Quaresima).

 

Tutti questi riti trovavano la loro celebrazione abbastanza concentrata nella Quaresima che come un rettilineo finale porta i Catecumeni al sacro fonte nella notte di Pasqua.

 

  1. L’iniziazione cristiana dei fanciulli già battezzati

La formazione alla fede è tanto necessaria e importante che nel caso del battesimo degli infanti deve essere proposto un itinerario di iniziazione cristiana post-battesimale al subentro dell’uso di ragione (circa sette anni di età). Pur con le dovute distinzioni tale iniziazione postbattesimale riprende gli intenti del catecumenato degli adulti. Dovrà prevedere la medesima triplice formazione (catechistica, spirituale e morale) ed, esclusi gli esorcismi in quanto i bambini sono già diventati cristiani, si potrà ispirarsi alle tre consegne per introdurli con frutto nei sacramenti che ancora attendono.

L’ordine dei Sacramenti negli adulti è il medesimo che ricorre nell’evento evangelico del battesimo del Signore: il battesimo, la discesa dello Spirito, il pane degli angeli. Quindi: Battesimo, Cresima, Eucaristia.

L’ordine dei Sacramenti nei fanciulli già battezzati è più simile a quello seguito nella iniziazione degli Apostoli da parte del Signore: Battesimo, Eucaristia (nell’ultima cena) Confermazione (a Pentecoste. Quindi: Battesimo (entro le prime settimane dalla nascita), Prima Comunione (al 7° anno di età), Confermazione (al 12° anno di età ad immagine del Signore – cfr. Catechismo Tridentino).

La Chiesa ritiene legittimi ambedue i procedimenti.

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