I SACRAMENTALI

Benedetto XVI – Benedizioni oli sacri

DON ENRICO FINOTTI

70° TRASMISSIONE A RADIO MARIA – Lunedì, 12 agosto 2019

  1. Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio (Sal 45,5)

La vita liturgica della Chiesa può essere descritta come l’azione benefica di due grandi fiumi di grazia che scaturiscono dal Sacrificio dell’altare e, mediante i sette sacramenti, toccano le sette situazioni fondamentali della vita dell’uomo (nascita, crescita, alimentazione, guarigione dell’anima e del corpo, ministeri a servizio della Chiesa e della famiglia umana) per poi estendersi in ogni altra realtà spaziale, mediante i sacramentali e temporale, mediante le Ore canoniche dell’Ufficio divino. Spazio e tempo, quindi, come coordinate essenziali della vita degli uomini sulla terra si trovano avvolte dal misterioso flusso della grazia del Redentore, che continuamente fluisce dal Sacrificio sacramentale e quotidiano, fine alla fine del mondo.

IL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO

 

DON ENRICO FINOTTI

69° TRASMISSIONE A RADIO MARIA – Lunedì, 8 luglio 2019

 

Premessa: Trattiamo qui del sacramento del Matrimonio sotto l’aspetto liturgico della sua celebrazione, senza indugiare in aspetti alquanto vasti e complessi, quali sono: l’aspetto storico, giuridico e dogmatico sul Matrimonio.

 

 I        Il «mistero» del Matrimonio

Il mistero del Matrimonio, ossia l’evento di grazia che soggiace al sacramento del Matrimonio, é del tutto singolare rispetto a quello degli altri sei Sacramenti.

Il Matrimonio, infatti, non é in primo luogo un istituto soprannaturale, come gli altri Sacramenti, istituiti dal Signore Gesù in ordine alla redenzione del genere umano, che Egli ha realizzato con la sua Incarnazione e la sua Pasqua.

Il matrimonio, innanzitutto, viene dal Creatore, é stabilito da Lui fin dal principio della creazione ed è iscritto nella natura umana in quanto tale: fa parte quindi dell’ordine della creazione ed accomuna tutti gli uomini di ogni tempo, popolo e cultura. 

SOSTENIAMO LA RIVISTA “Liturgia culmen et fons”

 

Caro abbonato/a

La nostra rivista «Liturgia culmen et fons» nel decimo anniversario dalla sua fondazione intende esprimere un vivo ringraziamento ai suoi abbonati ed estimatori.

Il popolo cristiano sa, per intuito di fede, quanto sia centrale e necessaria la Liturgia per la vita della Chiesa e la salvezza delle anime. A tutti é ormai nota l’espressione conciliare: Liturgia culmen et fons, da cui la nostra rivista prende il nome:

La liturgia é il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutta la sua virtù  (SC 10).

Ci preme richiamare la vostra attenzione su alcuni principi basilari che ispirano la nostra associazione amici della liturgia e in particolare la rivista che ne é emanazione.

Il beato Antonio Rosmini dichiara:

Furono dunque i Sacramenti… quei riti misteriosi, quelle opere potenti, onde gli Apostoli riformarono il mondo intero… che creavano un’anima nuova dentro l’antica, una nuova vita, de’ nuovi cieli ed una nuova terra. In somma, ciò che gli Apostoli aggiunsero alla loro predicazione, fu il culto cattolico, che nel Sacrificio, ne’ Sacramenti e nelle preghiere annesse principalmente consiste. Le dottrine che colla predicazione si diffondevano, erano altrettante teorie; ma la forza pratica, la forza di operare, nasceva dal culto, onde l’uomo attinger doveva la grazia dell’Onnipossente[1].

LE RADICI DELL’ALTARE CRISTIANO (seconda parte)

Brescia, Chiesa di San Francesco

L’altare sta in alto

 

 e se non eleva perde la sua natura più vera. Si può in tal modo affermare una semplice regola: all’altare si ascende come al battistero si discende. Se l’etimologia alta-ara può essere ancora discussa e non da tutti è accettata, la storia dell’altare cristiano e ancor prima di quello ebraico e pagano, afferma la sua posizione elevata. In particolare, non potendo accedere all’altare mediante i gradini per questioni di purità cultuale, nel tempio di Gerusalemme si saliva mediante una rampa (Es 20, 24-26). Ma è soprattutto nell’approfondire l’atto liturgico che si celebra sull’altare, il sacrificio, che emerge in tutta chiarezza la necessità della posizione alquanto elevata dell’altare. Nell’offerta del sacrificio si cerca il rapporto con Dio, ci si eleva a lui e tutta la ritualità porta a proiettarsi verso il cielo, lì dove l’intuito religioso universale contempla il trono di Dio: il corpo sale i gradini dell’altare, le mani si elevano verso l’alto, lo sguardo fissa le profondità sideree dei cieli. Ecco le movenze più spontanee che il sacerdote assume nell’azione sacrificale, ed è logico che tale spinta interiore sia tradotta visibilmente nei gesti del corpo e fissata materialmente nella posizione alta e maestosa dell’altare.

LE RADICI DELL’ALTARE CRISTIANO (prima parte)

DON ENRICO FINOTTI

Per comprendere in profondità la natura e la funzione dell’altare nella liturgia cattolica è indispensabile una adeguata indagine storica sulla sua origine e sul suo coerente sviluppo. Essa tuttavia non basterà. Infatti, si potranno capire le successive scelte storiche in ordine all’altare  approfondendo la teologia sottesa, in base alla quale l’altare assunse forme e arredi consoni alla visione teologica che si voleva trasmettere.

L’ORDINE SACRO (terza parte)

 

IV     Il sacro celibato

 La consacrazione verginale fa parte dei Consigli evangelici, praticati dal Signore e dalla sua santissima Madre e raccomandati ai discepoli come via privilegiata di vita evangelica (cfr. Mt 19,20).

In tal senso san Paolo dichiara la superiorità del sacro celibato rispetto allo stesso matrimonio (cfr. 1 Cor 7) e il Concilio Tridentino conferma tale dottrina, secondo la perenne Tradizione della Chiesa:

Se qualcuno dirà che il matrimonio é da preferirsi alla verginità o al celibato e che non é cosa migliore e più felice rimanere nella verginità e nel celibato che unirsi in matrimonio, a. s. (Concilio Tridentino, Decreto sul sacramento del matrimonio, Can. 10°).

IL SACRAMENTO DELL’ORDINE (seconda parte)

III     Il «rito» dell’Ordine sacro

Il rito dell’Ordinazione si compie sempre all’interno della Messa, tra la liturgia della Parola e la liturgia eucaristica, preferibilmente di domenica.

1. La presentazione e l’elezione

La presentazione dei candidati attesta che essi sono stati adeguatamente preparati secondo le leggi canoniche e che il popolo di Dio approva il loro accesso al ministero.

IL SACRAMENTO DELL’ORDINE SACRO (prima parte)

DON ENRICO FINOTTI

PRIMA PARTE TRASMISSIONE RADIO A MARIA – 10 GIUGNO 2019

I        Il «mistero» dell’Ordine sacro

Il mistero, ossia l’evento soprannaturale di grazia che si nasconde sotto i segni visibili del sacramento dell’Ordine sacro, lo possiamo cogliere in tre eventi evangelici di somma importanza: la scelta dei Dodici (Mt 10, 1-4), l’istituzione dell’Eucaristia (Mt 26, 26-29), il mandato missionario (Mt 28, 19-20 ). Tali eventi contengono in nuce i contenuti essenziali del ministero sacerdotale, trasmesso nei secoli mediante la sacra Ordinazione.