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RADIO MARIA
GLI INSEGNAMENTI DEL
CONCILIO VATICANO II

secondo lunedì del mese ore 21,00
a cura di don Enrico Finotti
NEWS E ARTICOLI VARI

l'anno liturgico e

il primato della grazia

don Enrico Finotti

 

 

Uno dei frutti più singolari del Concilio Ecumenico Vaticano II è, nell’ambito generale della riforma liturgica, quella dell’anno liturgico, secondo il rito romano.

Dopo la fissazione della data della Pasqua, stabilita nel Concilio di Nicea (325), la riforma, effettuata dal Vaticano II, è certamente l’intervento più importante ed esteso operato da un Concilio ecumenico riguardo all’anno liturgico.

Una certa analogia con lo sviluppo della dottrina sulla Chiesa, che si ebbe nei due Concili Vaticani - per cui nel Vaticano I si dichiararono i dogmi relativi al Romano Pontef ice quale fondamento sul quale è edif icata la Chiesa e successivamente nel Vaticano II la dottrina relativa all’intero Corpo della Chiesa in tutti i suoi aspetti dogmatici - ricorre pure nel campo liturgico: per cui a Nicea si stabilì la comune data della Pasqua, fondamento sul quale poggia l’intero ciclo festale e nel Vaticano II, dopo secoli di elaborazione, si poté determinare la forma completa dell’anno liturgico, che ha nella Pasqua, domenicale (SC106) e annuale (CCC Compendio 241), il suo centro e la sua sorgente1:

l'anno liturgico e l'anno santo

a cura della Redazione

 

 

Il primato e la centralità dell’anno liturgico, emergono chiaramente e in modo determinato nella impostazione dei recenti anni santi. Essi prevedono che ogni loro iniziativa straordinaria sia adeguatamente composta con la struttura, i riti, i tempi e le feste dell’anno liturgico.

Nella Lettera apostolica di indizione del Giubileo straordinario della Redenzione 1983 (Aperite portas Redemptori) il papa Giovanni Paolo II afferma:

Ogni anno liturgico è, invero, la celebrazione dei misteri della nostra redenzione (…) è chiaro che il giubileo della Redenzione (...) non dev’essere altro che un anno ordinario celebrato in modo straordinario1.

In preparazione all’Anno mariano 1987, la Congregazione per il culto divino pubblica una Lettera circolare in cui sono dati gli orientamenti generali, aff inché l’anno mariano sia impostato in perfetta sintonia con l’anno liturgico. La chiarezza dei suoi concetti merita una lettura attenta:

Liturgia e Vaticano II Intervista a monsignor Agostino Marchetto
a cura della Redazione

 

 

 

Lo scorso 8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata, con la solenne apertura della Porta santa nella basilica vaticana, è iniziato l’anno giubilare straordinario della Misericordia.

 

In questo giorno, infatti, ricorreva il 50° anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II (8 dic. 1965) e il Santo Padre lo ha voluto ricordare in modo speciale, riproponendo questo grande evento all’attenzione della Chiesa. Il fatto suscita certamente un nuovo impulso nella ricerca storica e teologica sul Concilio, in continuità con i pregressi intenti di Benedetto XVI.

 

Un contributo interessante, importante e ormai imprescindibile, è la recente pubblicazione: VINCENZO CARBONE (+), Il “Diario” conciliare di Monsignor Pericle Felici, a cura di Agostino Marchetto, Libreria Editrice Vaticana, 2015, 592 pp.

 

 

L'ANNO LITURGICO

E IL PRIMATO DELLA GRAZIA

2015 - anno 8 n. 3

Affidiamo il sito www.liturgiaculmenetfons.it e la rivista Liturgia “culmen et fons” all’aiuto e alla protezione di Maria Madre di Dio e del beato Antonio Rosmini - la redazione -
RICORRENZA
Nel 50° anniversario
della chiusura del
Concilio Ecumenico Vaticano II
L’anno 2015 costituisce l’anno cinquantenario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Infatti il grande evento fu solennemente concluso l’8 dicembre 1965, solennità dell’Immacolata, con una solenne celebrazione presieduta dal papa Paolo VI in piazza san Pietro a Roma. Già nel 2012 la nostra rivista volle ricordare i cinquant’anni dall’apertura del Concilio (11 ottobre 1962 - 2012) con 2 numeri usciti nel contesto dell’Anno della fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013): Riforma nella continuità (settembre-ottobre 2012 – Anno 5 – n. 3) e Il Concilio Vaticano II “novella Pentecoste” (settembre 2013 – Anno 6 n. 3). In modo analogo vorremmo impostare i quattro numeri del 2015 sul tema Concilio e Liturgia, per ricordare anche il cinquantesimo anno dalla conclusione dalla grande Assise (8 dicembre 1965 – 2015): La “Missa universalis” (primo numero 2015) - I ministeri liturgici del Vaticano II (secondo numero 2015)- L’anno liturgico e il primato della Grazia (terzo numero 2015)... Le tematiche scelte metteranno in luce aspetti importanti della riforma liturgica del Vaticano II, cercando di ricondurre al necessario equilibrio in ambiti nei quali l’interpretazione e l’applicazione pastorale non hanno sempre dimostrato fedeltà e coerenza col dettato conciliare e la tradizione liturgica perenne.

L’anno liturgico nei
grandi precursori
a cura della Redazione

 

 

Se la Chiesa è giunta ai nostri tempi a scrivere documenti magisteriali tanto elevati riguardo alla liturgia e in particolare all’anno liturgico è perché lo Spirito Santo ha suscitato grandi liturgisti che con i loro studi, la loro preghiera e la loro fatica hanno aperto la strada alla riforma liturgica. Il movimento liturgico, infatti, che fu, secondo san Pio X, un dono di Dio, è contrappunto da uomini eccezionali, che nelle loro opere teologiche hanno saputo individuare i principi fondamentali sui quali poggia la liturgia e dai quali deve scaturire coerentemente ogni intervento di riforma che intenda essere autentica in continuità con la Tradizione e secondo il cuore di Dio.

 

Ricordiamo tre tra i più eminenti e noti, riportando brevi tratti del loro pensiero:

 

Card. A. IDELFONSO SCHUSTER
Liber Sacramentorum, vol. VI

 

La sacra liturgia contiene un insegnamento che è insieme il più completo, perché essa non si sofferma quasi esclusivamente, come fanno tante volte le devozioni personali, su d’un particolare mistero, ma nel corso dell’intero anno svolge e spiega ai fedeli con ordine stupendo tutta la serie dei dogmi di nostra santa Redenzione. La liturgia è il vero Breviarium, ossia il compendio della Scrittura, l’esposizione popolare della divina rivelazione e di ciò che dobbiamo credere per salvarci: Legem credendi lex statuat supplicandi.

 

PROSPER L. P. GUERANGER
Anno liturgico, vol. I

 

Gesù Cristo stesso è dunque il mezzo come pure l’oggetto della Liturgia, e appunto per questo l’Anno Ecclesiastico che ci proponiamo di svolgere in quest’opera non è altro che la manifestazione di Gesù Cristo, e dei suoi misteri, nella Chiesa e nell’anima fedele. È questo il Ciclo divino in cui risplendono al loro posto tutte le opere di Dio: i Sette giorni della Creazione; la Pasqua e la Pentecoste dell’antico popolo; l’ineffabile Visita del Verbo Incarnato, il suo Sacrif icio, la sua Vittoria; la discesa del suo Spirito; la divina Eucaristia; le glorie inenarrabili della Madre di Dio sempre Vergine; lo splendore degli Angeli; i meriti e i trionf i dei santi: di modo che si può dire che esso ha il suo punto di partenza sotto la Legge dei Patriarchi, il suo progresso nella Legge scritta e la sua consumazione sempre crescente sotto la Legge d’amore, f ino a quando, f inalmente completo, svanisce nell’eternità, come cadde di per se stessa la Legge scritta, nel giorno in cui l’invincibile forza del Sangue dell’Agnello lacerò in due il velo del Tempio.

 

CIPRANO VAGAGGINI
Il senso teologico della liturgia

 

Dal fatto che, nella messa, sotto il velo dei segni sensibili ed efficaci, vivono e si concentrano al sommo grado tutte le fasi del mistero di Cristo, storia sacra, presenti, passate e future e che tutte le altre parti della liturgia sono ordinate alla messa come al loro centro, ci è dato, f inalmente, di capire quale sia il senso delle feste liturgiche e dei cicli liturgici.

 

MARCO RIGHETTI
L’anno liturgico (II vol.)

 

La celebrazione dei misteri di Cristo e la commemorazione delle gesta dei Santi, che ne furono i più fedeli imitatori, sono per la Chiesa come un memoriale, cui ogni cristiano deve costantemente attendere, per operare con Cristo e per Cristo la propria formazione soprannaturale. L’anno liturgico non vuol essere dunque una semplice rievocazione storica dei fatti della Redenzione, e neppure una gloriosa rassegna di eroiche f igure di Santi.

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