L’ALTARE E IL NATALE

Quando in principio Dio creò il cielo e la terra (Gen 1, 1), nel sesto giorno, costruì l’altare, consacrò il sacerdote e fu glorificato da quell’oblazione pura e santa, che da una creazione incontaminata, saliva al cospetto della Divina Maestà. Quell’altare, quel sacerdote e quel sacrificio immacolato era Adamo, l’immagine e somiglianza di Dio, risplendente della grazia soprannaturale, la compiacenza del Creatore, il cuore e il vertice dell’intera creazione, l’immagine di quel nuovo Adamo, che era ancor prima di Adamo e doveva venire nel mondo nella pienezza del tempo per ricapitolare in sé tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra (Ef 1, 10).

L’ALTARE NELLA STORIA

Altare papale – Basilica di San Giovanni in Laterano (Roma)

La storia dell’altare cristiano è molto varia e manifesta la ricchezza insondabile del mistero della nostra fede. Ogni epoca presenta caratteristiche proprie e si esprime con genialità, secondo le diverse sottolineature e sensibilità teologiche dell’identico dogma della fede. Possiamo catalogare quattro fasi nello sviluppo dell’altare: l’altare antico, medioevale, barocco e attuale.

L’ARREDO DELL’ALTARE

CHIESA DEI SS. APOSTOLI E SACELLO DELLE SS. TEUTERIA E TOSCA – VERONA

DON ENRICO FINOTTI

L’altare è ordinariamente corredato da tre principali segni in rapporto ai tre aspetti dogmatici dell’Eucaristia: – la croce, “sopra l’altare o accanto ad esso” (OGMR, 308), che ricorda il Sacrificio pasquale di Cristo che si celebra sull’altare in modo sacramentale; – la “tovaglia di colore bianco” (OGMR, 304), che richiama la santa Cena, forma rituale per la celebrazione dell’Eucaristia ;- “i candelabriin segno di venerazione e di celebrazione festiva” (OGMR,307),  ma anche richiamo alla Presenza reale del Signore risorto e dell’azione del suo Santo Spirito.

IL MISTERO DELLE TEMPORA – seconda parte

da “LITURGIA CULMEN ET FONS”  n. 2  – 2019

Come nelle feste dell’anno liturgico la Chiesa contempla le fasi della nostra redenzione e dà lode al Padre in Cristo nostro Redentore, così nei giorni delle Tempora la Chiesa contempla l’opera mirabile della creazione e dà lode a Dio, uno e trino, nostro Creatore.

Il mistero celebrato nelle Tempora, dunque, é il mistero di Dio «creatore del cielo e della terra», contemplato nello splendore del creato e nell’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni.

Nei giorni delle Tempora l’uomo, fatto ad immagine e somiglianza di Dio, é indotto dalla liturgia a contemplare la bellezza delle creature e in esse riconoscere con gratitudine l’esistenza, la grandezza e l’infinita sapienza del loro Creatore. Le Tempora offrono allo sguardo dei fedeli la via naturale ed ordinaria che innalza dalle cose visibili e contingenti a quelle invisibili ed eterne.

LE “QUATTRO TEMPORA”

DON ENRICO FINOTTI

Per Tempora si intendono i «quattro tempi» o le «quattro stagioni», corrispondenti alle quattro parti cosmiche che formano l’anno solare in rapporto ai due «solstizi» e ai due «equinozi».

Ed ecco che la Chiesa in prossimità con questi eventi cosmici celebra le Tempora di primavera (equinozio), Tempora d’estate (solstizio), Tempora di autunno (equinozio) e Tempora d’inverno (solstizio).

Le quattro Tempora hanno avuto un’incidenza considerevole nell’Anno liturgico romano e ne hanno sempre costituito una sua peculiarità a differenza della liturgia orientale che non le ha mai assunte. La loro celebrazione fu costante nei secoli, dalle origini fino alla recente riforma liturgica del Vaticano II, quando furono tolte dal Calendario liturgico universale e affidate alla discrezione delle varie Conferenze Episcopali.

L’ANNO LITURGICO E LE SUE PARTI – seconda parte

DON ENRICO FINOTTI

Trasmissione  Radio Maria – 11 novembre 2019 – seconda parte

La santa Chiesa celebra, con sacro ricordo, in giorni determinati, nel corso dell’anno, l’opera di salvezza di Cristo. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa la memoria della risurrezione del Signore, che ogni anno, insieme alla sua beata passione, celebra a Pasqua, la più grande delle solennità. Nel corso dell’anno, poi, distribuisce tutto il mistero di Cristo e commemora il giorno natalizio dei Santi.

L’ANNO LITURGICO – Caratteri generali dell’anno liturgico – prima parte

DON ENRICO FINOTTI

Trasmissione  Radio Maria – 11 novembre 2019 – prima parte

I Sacramenti, i Sacramentali e la Liturgia delle Ore, che scaturiscono dal Sacrificio sacramentale dell’altare e ad esso continuamente attingono, fanno fluire la grazia della Redenzione in ogni ambito della vita e nello scorrere del tempo. Ora questa vasta e capillare rete di energia soprannaturale si diffonde nel ciclo cosmico dell’anno solare e, nella successione dei tempi e delle stagioni, la sua azione salvifica viene coordinata e diversamente impiegata secondo la solennità delle feste e la natura dei giorni e dei tempi sacri. In tal modo l’anno cosmico diventa anno liturgico, ossia «anno di grazia e di misericordia» nel quale si celebra l’intero mistero della nostra Redenzione. In tale prospettiva l’Anno liturgico può essere inteso come un ‘grande sacramentale’, mediante il quale il popolo di Dio viene a contatto con i santi misteri e ne riceve luce e grazia.

LA LITURGIA DELLE ORE – Aspetti particolari della Liturgia delle Ore – (II parte)

DON ENRICO FINOTTI

Trasmissione  Radio Maria – 12 ottobre 2019 – seconda parte

Stabiliti i criteri teologici fondamentali, possiamo considerare alcuni dei più importanti aspetti particolari riguardo ai tempi, alla struttura e ai contenuti della Liturgia delle Ore.

LA LITURGIA DELLE ORE – prima parte

DON ENRICO FINOTTI 

Trasmissione Radio Maria – 12 ottobre 2019 – prima parte

Dal Sacrificio eucaristico, come da fonte (culmen et fons), la grazia divina raggiunge gli snodi principali della vita dei credenti attraverso i sette Sacramenti, istituiti dal Signore. Attingendo a queste sorgenti divine la Chiesa ha istituito altri mezzi efficaci per estendere ulteriormente la virtù salvifica della grazia in ogni ambito della vita umana: i Sacramentali, ad immagine dei Sacramenti, santificano lo spazio e ogni cosa in esso contenuta; la Liturgia delle Ore santifica il tempo in ogni ora del giorno e della notte. In tal modo la virtù salvifica del Sacrificio incruento dell’altare avvolge interamente il mondo creato nelle sue coordinate essenziali: spazio e tempo.

 

I    La «Liturgia delle Ore»: caratteri generali

Cristo Gesù, il sommo sacerdote della nuova ed eterna alleanza, prendendo la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell’inno che viene eternamente cantato nelle dimore celesti Egli unisce a sé tutta l’umanità e se l’associa nell’elevare questo divino canto di lode. Cristo continua ad esercitare questa funzione sacerdotale per mezzo della sua Chiesa, che loda il Signore incessantemente e intercede per la salvezza del mondo non solo con la celebrazione dell’eucaristia, ma anche in altri modi, specialmente recitando l’ufficio divino (SC 83).

Il divino ufficio, secondo la tradizione cristiana, è strutturato in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode divina. Quando poi a celebrare debitamente quel mirabile canto di lode sono i sacerdoti o altri a ciò deputati per istituzione della Chiesa, o anche i fedeli che pregano insieme col sacerdote secondo le forme approvate, allora è veramente la voce della sposa che parla allo sposo, anzi è la preghiera che Cristo unito al suo corpo eleva al Padre (SC 84).

Tutti coloro pertanto che recitano questa preghiera adempiono da una parte l’obbligo proprio della Chiesa, e dall’altra partecipano al sommo onore della Sposa di Cristo perché, lodando il Signore, stanno davanti al trono di Dio in nome della madre Chiesa (SC 85).

I SACRAMENTALI

DON ENRICO FINOTTI

70° TRASMISSIONE A RADIO MARIA – Lunedì, 12 agosto 2019

  1. Un fiume e i suoi ruscelli rallegrano la città di Dio (Sal 45,5)

La vita liturgica della Chiesa può essere descritta come l’azione benefica di due grandi fiumi di grazia che scaturiscono dal Sacrificio dell’altare e, mediante i sette sacramenti, toccano le sette situazioni fondamentali della vita dell’uomo (nascita, crescita, alimentazione, guarigione dell’anima e del corpo, ministeri a servizio della Chiesa e della famiglia umana) per poi estendersi in ogni altra realtà spaziale, mediante i sacramentali e temporale, mediante le Ore canoniche dell’Ufficio divino. Spazio e tempo, quindi, come coordinate essenziali della vita degli uomini sulla terra si trovano avvolte dal misterioso flusso della grazia del Redentore, che continuamente fluisce dal Sacrificio sacramentale e quotidiano, fine alla fine del mondo.