IL BATTESIMO DEI BAMBINI NELLA VEGLIA PASQUALE

La Chiesa raccomanda che nella Veglia pasquale il battesimo sia effettivamente celebrato. Ma come poterlo fare se la Veglia è celebrata troppo tardi, verso mezzanotte, come pure viene raccomandato. E come insistere perché anche i bambini della catechesi di Iniziazione cristiana vi partecipino con i loro genitori? Un parroco

Occorre distinguere i due contenuti della domanda: il battesimo dei bambini nella Veglia e la partecipazione dei bambini della catechesi alla medesima. La composizione simultanea di esigenza diverse, quali: la mezzanotte, il battesimo degli infanti e la partecipazione dei bambini della catechesi, sollecita una riflessione che pone dei quesiti. Si possono delineare alcuni principi, che attualmente rimangono ancora a livello di orientamento, senza una acquisita e diffusa attuazione pratica.

1. Il carattere notturno è congenito all’identità stessa della Veglia e una sua riduzione incrina la Veglia pasquale nella sua struttura più intima. Ora il tempo notturno non è propriamente quello delle ore serali, ma implica almeno un lambire la mezzanotte. Solo così la Veglia avviene con verità ‘in nocte’ e si distingue da una normale attività serale.

2. L’annunzio della risurrezione, che costituisce il cuore della Veglia e unisce elementi quali il Gloria, il suono delle campane, l’Alleluia e il vangelo della risurrezione, non dovrebbe essere anticipato prima della mezzanotte, se si intende rispettare il tempo proprio del terzo giorno, la Domenica di Pasqua. Ogni anticipo, non solo non concorda con l’antica tradizione dei Padri, ma presenta un’incoerenza col tempo reale dell’evento misterico: il Signore è risorto il terzo giorno. Si deve sempre ricordare che la coerenza cronologica tra il mistero e la sua celebrazione liturgica ha costituito il criterio principale della riforma del Triduo sacro e della Settimana Santa di Pio XII.

3. La Veglia pasquale è la celebrazione pubblica e solenne dell’intero popolo di Dio e non può in nessun modo scadere in concessioni riduzionistiche, come ad esempio diventare una celebrazione con e per i bambini. In tal senso la Veglia non è fatta per loro. Il popolo di Dio in quanto tale ne è protagonista, non una categoria specifica di esso. Ciò implica il massimo impiego della solennità dei riti, della completezza delle parti e dell’alto profilo celebrativo. Essa è infatti ‘la madre di tutte le veglie’.

4. La Veglia pasquale storicamente si afferma come unica sede liturgica annuale per la celebrazione dell’Iniziazione cristiana degli adulti. Tale norma rimane valida anche oggi. Il battesimo dei bambini, invece, è sollecitato dalla Chiesa entro poche settimane dalla nascita e, quindi, l’offerta mensile del battesimo comunitario in parrocchia è attualmente la norma pastorale ordinaria.

5. Occorre assicurarsi, per l’importanza e la dignità stessa della Veglia, che l’eventuale battesimo dei bambini, non comprometta né l’integrità del rito, né la sua durata, né la dovuta solennità. I bambini con i loro genitori, i parenti e i fotografi non possono in alcun modo incrinare l’alto profilo liturgico e la ricchezza propria della Veglia. Essi non devono assorbire a tal punto l’attenzione da sminuire il senso della Veglia come atto proprio dell’intera comunità cristiana. La rinnovazione delle promesse battesimali, in particolare, è innanzitutto una meta importante per tutto il popolo di Dio, preparata dall’itinerario penitenziale della Quaresima. Un’emarginazione di tale gesto a causa di una attenzione totale al battesimo dei bambini lo priverebbe del necessario spessore e incidenza spirituale nell’intera comunità.

6. I bambini delle classi inferiori della catechesi non sono abili ad un atto così prolungato e notturno. Diverso è il caso dei ragazzi più grandi, come i cresimandi e i giovani. La celebrazione pasquale per l’intera catechesi potrebbe più opportunamente essere la grande Messa del giorno di Pasqua. Essi che hanno partecipato alla processione delle palme la domenica precedente e ne hanno ascoltato il ‘Passio’, intervenendo coralmente alla Messa grande della domenica di Pasqua ascoltano il vangelo della risurrezione. In tal modo i due aspetti del mistero pasquale, la passione e la risurrezione, si imprimerebbero nella loro mente attraverso le due grandi domeniche. Il ricordo del battesimo, poi, non dovrebbe mancare nella Messa del giorno di Pasqua, sia mediante l’aspersione nei riti di inizio, sia mediante l’uso del Credo apostolico nella professione di fede. Queste indicazioni mirano ad offrire elementi di riflessione per una corretta attuazione della Veglia pasquale, evitando il collasso di aspetti che sono ad essa connaturali e irrinunciabili.

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