ASPETTI IMPORTANTI DEL TEMPO DI QUARESIMA

La Quaresima come “cammino verso la Pasqua”

L’immagine ha il suo fondamento biblico nel grande viaggio di Cristo verso Gerusalemme e insieme nell’epica uscita degli Ebrei dalla schiavitù dell’Egitto verso la terra promessa, che si legge nel libro dell’Esodo proprio in Quaresima, orientando tutto il popolo di Dio ad uscire dalla terra del peccato ed entrare nella vita della grazia.

Questo carattere itinerante è stato espresso nella liturgia romana antica con le processioni stazionali quotidiane e nell’epoca medioevale col pio esercizio della “via crucis”, cammino con Cristo che sale al Calvario.

“Siano favoriti e impregnati di spirito liturgico i pii esercizi più consoni al tempo quaresimale, come la “via crucis”, per condurre più facilmente gli animi dei fedeli alla celebrazione del mistero pasquale di Cristo”. (202)

La Chiesa appare quindi in Quaresima come un popolo in cammino dietro la croce di Cristo.

Questo movimento processionale potrebbe anche attualmente trovare realizzazione nella processione penitenziale del Mercoledì delle Ceneri, che introduce il tempo di Quaresima e anche in altre processioni penitenziali che negli altri mercoledì aprono la “stazione quaresimale” e raggiunge l’apice con la processione delle palme nell’imminenza della Pasqua.

La ripresa in qualche misura adatta alle odierne condizioni di vita delle “stazioni quaresimali” è suggerita anche dall’attuale Messale Romano.203 

“Il cammino di penitenza quaresimale in tutti i suoi aspetti sia diretto a porre in più chiara luce la vita della Chiesa locale e a favorirne il progresso. Per questo si raccomanda molto di conservare e favorire la forma tradizionale di assemblea della Chiesa locale sul modello delle “stazioni” romane”. (204)

La Quaresima come tempo di lotta contro il Maligno

La tematica è evidenziata dal Vangelo della prima domenica, che racconta le tentazioni di Gesù nel deserto, evento preceduto sia dalla tentazione originale di Adamo (1° lett. della I dom. di Quar.), sia dalle ricorrenti tentazioni del popolo nel deserto del Sinai, lette nell’Ufficio di lettura delle ferie quaresimali.

La tentazione vinta da Cristo nel deserto ritorna con estrema violenza nell’ora suprema che si avvicina col grande viaggio verso Gerusalemme, con la ribellione di Pietro, dopo l’annunzio della passione: “Lungi da me satana! Tu mi sei di scandalo” (Mt 16, 23), fino alle tenebre del Venerdì santo: “Dio mio Dio mio, perchè mi hai abbandonato” (Mt 27, 46). Infatti nel deserto “Il diavolo si allontanò da lui per ritornare a tempo fissato“ (Lc 4, 13).

La Chiesa, cosciente di questa misteriosa realtà della tentazione, difende i suoi figli con particolari riti e preci, orientati alla liberazione dell’influsso del demonio. Si tratta degli esorcismi, che si compiono soprattutto sui catecumeni, ma anche su tutto il popolo.

La tradizione conosce tre esorcismi maggiori, detti “scrutini”, celebrati nelle tre ultime domeniche di Quaresima e altri esorcismi minori, fino a sette, da celebrare nelle ferie quaresimali. (205) Anche l’unzione con l’olio dei catecumeni ha carattere esorcistico.

La riforma liturgica del Concilio Vaticano II offre nel “Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti” adeguato materiale in merito.

Impegno corale di tutta la Chiesa

La Quaresima è tempo di penitenza e di rinnovamento per la Chiesa intera. Non basta che i cristiani si impegnino singolarmente, devono sentirsi solidali con tutto il Corpo mistico di Cristo.

“La penitenza del tempo quaresimale non sia soltanto interna ed individuale, ma anche esterna e sociale” (206)

La Quaresima quindi rappresenta un tempo di impegno comune di tutto il popolo. Non può perciò risolversi nelle sole e lodevoli iniziative di impegno individuale, pur necessarie, ma in primo luogo deve emergere la partecipazione visibile, corale e unitaria della Chiesa locale, vero soggetto della celebrazione quaresimale, sotto l’aspetto liturgico, penitenziale e caritativo.

Il digiuno, la preghiera, l’elemosina

I mezzi concreti che la Chiesa raccomanda in questo laborioso tempo di conversione a Dio sono riassunti nel trinomio, caro ai Padri:

         digiuno – preghiera – opere di carità.

Questo programma è offerto dalla stessa liturgia nel Vangelo della messa del Mercoledì delle Ceneri (Mt 6, 1-6. 16-18).

In realtà il trinomio indica un completo restauro della nostra personalità, ferita dal peccato, nelle tre sue fondamentali dimensioni:

*       con la preghiera viene restaurato il rapporto con Dio (dimensione religiosa);

*       con il digiuno viene restaurato il rapporto con se stessi (dimensione individuale);

*       con l’elemosina viene restaurato il rapporto con gli altri (dimensione sociale).

Esempio di questo restauro è la figura evangelica di Zaccheo, che nel ritrovato rapporto col Signore, rinunzia ai suoi averi e li dona ai poveri (Lc 19, 1-10).

Maria SS. nella Quaresima

La liturgia romana non ha tradizionalmente espliciti richiami a Maria SS. nel tempo di Quaresima.

Tuttavia il popolo ha sempre intuito la presenza di Maria, sviluppando la devozione all’Addolorata. (207)

Anche la recente raccolta delle “Messe in onore della beata Vergine Maria”, prevede dei formulari relativi al tempo di Quaresima in cui Maria SS. è celebrata:

*        come “discepola del Signore”;

*        come “Maria Vergine presso la croce del Signore”;

*        come “Maria Vergine Madre di riconciliazione”.

I tre formulari mettono Maria in rapporto ai tre temi essenziali della Quaresima:

*       Maria modello di ascolto e obbedienza a Dio;

*       Maria solidale con la passione e la croce del suo Figlio;

*       Maria guida alla nostra riconciliazione nel cammino penitenziale.

Possiamo anche suggerire per il tempo di Quaresima l’antifona mariana “Alma Redemptoris Mater”, che esprime in modo eminente il ruolo di Maria SS. proprio nel mistero della Quaresima.

         “Alma Redemptóris Mater,
         quæ pérvia cæli porta manes,
        et stella maris, succúrre cadénti,
        súrgere qui curat, pópulo:
         tu quæ genuísti, natúra miránte,
         tuum sanctum Genitórem,
         Virgo prius ac postérius,
         Gabriélis ab ore sumens illud Ave,
         peccatórum miserére”.

Nella traduzione ufficiale italiana della C.E.I.:

         “O santa Madre del Redentore,
         porta dei cieli, stella del mare,
         soccorri il tuo popolo
         che anela a risorgere.
         Tu che accogliendo il saluto dell’angelo,
         nello stupore di tutto il creato,
         hai generato il tuo Creatore,
         madre sempre vergine,
         pietà di noi peccartori”. (208) 

“Madre del Redentore…”, ossia di Cristo nell’atto di redimere col suo sacrificio il genere umano.

“Stella del mare, che soccorre il suo popolo, che cade, ma anela a risorgere”. Maria è la stella polare per il popolo che in questa terra d’esilio cade ripetutamente, ma tende incessantemente, soprattutto in Quaresima, a risorgere alla vita nuova della grazia.

Infine “Tu che, accogliendo il saluto dell’angelo, nello stupore di tutto il creato, hai generarto il tuo creatore…” richiama la solennità dell’Annunciazione, il 25 marzo, che quasi sempre interrompe la Quaresima.

“Madre sempre vergine, pietà di noi peccatori”, mai come nel tempo quaresimale, i cristiani sentono propria questa attribuzione di “peccatori”.

202    PS, n° 20.

203    MRI, p. 64.

204    PS, n° 16.

205    RIGHETTI, vol. II, p. 160.

206    SC, n. 110.

207    Nuovo Dizionario di Mariologia, ed. ‘San Paolo’, p. 1220: “Il punto debole della commemorazione della partecipazione di Maria al mistero pasquale – nello specifico della ‘compassione’ alle sofferenze e morte del Figlio – è che non la si è saputa vedere in connessione con il mistero di Cristo, ma (l’Addolorata) si è sviluppata come festa e devozione a sé stante, in forma autonoma”.

208    LO, Ordinario, Compieta.

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