L’AMBIENTE LITURGICO IN TEMPO DI AVVENTO

a. L’austerità della chiesa
La chiesa deve presentarsi ai fedeli con segni adeguati ad esprimere il mistero di questo tempo sacro.
* L’austerità del tempo viene espressa dagli abiti liturgici violacei, e anche, nella prima parte dell’Avvento, dall’assenza di fiori, sostituiti con un addobbo di piante o festoni di verde, per evidenziare la minore austerità rispetto al tempo quaresimale.
* La graduale comparsa dei fiori potrebbe esprimere la gioia che aumenta via via verso il Natale: con la solennità dell’Immacolata si potrebbe ornare con fiori l’immagine della Madonna rinnovandoli fino a Natale.
Nella terza domenica di Avvento, domenica “Gaudete”, conviene che i fiori, in modo sobrio, compaiano anche sull’altare della celebrazione eucaristica. In questa domenica si usa il color rosaceo per annunziare la gioia delle solennità natalizie ormai vicine.
Infine un congruo ornamento floreale potrebbe anticipare gradualmente la gioia natalizia nelle ferie maggiori dal 17 al 24 dicembre, soprattutto per la solenne e gioiosa celebrazione dei Vespri di questi giorni.

b. La ‘corona’ dell’Avvento
La gioia dell’Avvento potrebbe venir significata dalla progressiva accensione dei quattro ceri, che esprimono la luce del Signore che viene e la crescente letizia dell’umanità che attende il Redentore. Sarebbe significativo che non ardessero altri lumi in chiesa, eccetto la lampada perenne del SS. Sacramento, per lasciare al segno della luce, che lentamente aumenta, tutta la sua espressività.
Per questo sarebbe conveniente che i quattro ceri di Avvento non venissero accesi soltanto durante le celebrazioni, ma una volta accesi con l’apposito rito, rimanessero sempre accesi notte e giorno.
I quattro ceri, posti presso l’altare, potrebbero sostituire gli stessi ceri dell’altare, che riprenderebbero la loro funzione nella notte di Natale, quando, finita l’attesa, risplenderà per noi la luce del nostro Salvatore.
Il significato dell’accensione dei ceri dell’Avvento è bene espresso dal commento che s. Agostino fa alla seconda lettera di s. Pietro:
“Noi abbiamo una conferma migliore nella parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finchè non spunti il giorno e la stella del mattino non si levi nei vostri cuori (2Pt 1, 19).
Allora, essendo un tal giorno così luminoso, non saranno più necessarie le lucerne. Non ci verrà più letto il profeta, non si aprirà più il libro dell’Apostolo; non andremo più a cercare la testimonianza di Giovanni, non avremo più bisogno del Vangelo stesso. Saranno perciò eliminate tutte le Scritture, che nella notte di questo secolo venivano accese per noi come lucerne, perchè non restassimo nelle tenebre”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *