BREVE SGUARDO D’INSIEME SUI RITI DELL’AVVENTO

Il Portico della Gloria, Cattedrale di Santiago di Compostela – i Profeti

Alla luce di queste considerazioni possiamo dare uno sguardo di insieme alla composizione dei riti tipici dell’Avvento per comprenderne la loro logica e finalità.

1° Vi è un primo livello, comune ad ogni giorno liturgico, costituito dal divin Sacrificio (Messa) e dall’Ore dell’Ufficio divino. Questa struttura quotidiana che si ripete ogni giorno dell’Anno liturgico riceve tuttavia una colorazione tipica secondo la fisionomia del mistero che si celebra. Quindi il lezionario, le orazioni e i prefazi della Messa uniti agli inni, le antifone, i responsori e il lezionario dell’Ufficio divino offrono ai fedeli già un grandioso scenario per entrare, comprendere e vivere spiritualmente il mistero dell’Avvento.

2° Vi è poi un secondo livello, che integra il primo con speciale attenzione alle tradizioni del popolo con un linguaggio più colorato ed un intento maggiormente catechistico: sono le quattro Statio (qui proposte), che,  celebrate con un ritmo più distanziato nelle prime tre settimane di Avvento, confluiscono nei sette vespri maggiori (dal 17 al 23 dicembre), celebrati con un ritmo quotidiano nell’ultima settimana dell’Avvento.

La successione delle Antifone maggiori, dette Antifone O, con la loro tipica e amata melodia gregoriana, segnano il passo verso il Natale, nascondendo tra le pieghe del testo (cfr. acrostico delle sette antifone prenatalizie) la risposta del Messia all’invocazione accorata della Chiesa: Ero cras (Sarò lì domani).

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