IL VALORE DELL’ELEVAZIONE EUCARISTICA

DON ENRICO FINOTTI

Il rito dell’elevazione eucaristica è certamente il più evidente fra i riti della Consacrazione e quello che imprime al complesso rituale il maggior impatto in ordine alla centralità e alla solennità della Consacrazione stessa. Senza l’elevazione, la Consacrazione perderebbe evidenza e rischierebbe di scomparire nel flusso del racconto, senza alcuna pausa contemplativa e indugio adorante. Ma è appunto l’elevazione quella che oggi tende ad essere ridotta, dimezzata, affrettata o anche di fatto eliminata. Il rito della duplice elevazione seguita dalla duplice genuflessione oggi sembra far problema. 

IL BEATO ANTONIO ROSMINI E LA LITURGIA

beato Antonio Rosmini Serbati

DON ENRICO FINOTTI

da www.accademiarosmini.it

Rosmini nell’opera “Delle cinque piaghe della Santa Chiesa” scrive:

“Furono dunque i Sacramenti… quei riti misteriosi, quelle opere potenti, onde gli Apostoli riformarono il mondo intero… che creavano un’anima nuova dentro l’antica, una nuova vita, de’ nuovi cieli ed una nuova terra. In somma, ciò che gli Apostoli aggiunsero alla loro predicazione, fu il culto cattolico, che nel Sacrificio, ne’ Sacramenti e nelle preghiere annesse principalmente consiste. Le dottrine che colla predicazione si diffondevano, erano altrettante teorie; ma la forza pratica, la forza di operare, nasceva dal culto, onde l’uomo attinger doveva la grazia dell’Onnipossente”[1].

IL PRIMATO DEL SACRAMENTO (III)

Cristo pantocratore – icona bizantina

Il fondamento sacramentale della Chiesa particolare

Infine, un’importantissima conseguenza si ha nello statuto ontologico della Chiesa particolare o locale.

In una prospettiva giuridica essa poteva apparire come un distretto determinato dal diritto pontificio e una emanazione di tale autorità giuridica.

In questa veste appariva solo la dimensione universale della Chiesa, ma poteva scomparire la percezione del reale valore dell’unica Chiesa che si realizzava veramente nella sua dimensione particolare e locale (diocesi).

L’ORDINE SACRO: IL PRIMATO DEL SACRAMENTO SUL DIRITTO

DON ENRICO FINOTTI

Il primato del sacramento sul diritto nell’Episcopato

Il primato e la centralità della liturgia è determinante in un modo del tutto straordinario nell’impostazione della dottrina sull’Ordine sacro contenuta nel cap. III della Lumen gentium.

«Il sacerdozio è non semplicemente ‘ufficio’, ma sacramento: Dio si serve di un povero uomo al fine di essere, attraverso lui, presente per gli uomini e di agire in loro favore. Questa audacia di Dio, che ad esseri umani affida se stesso; che, pur conoscendo le nostre debolezze, ritiene degli uomini capaci di agire e di essere presenti in vece sua – questa audacia di Dio è la cosa veramente grande che si nasconde nella parola ‘sacerdozio’» (Benedetto XVI, Omelia nella solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, in OR, 12 giugno 2010, p. 4).

Si trattava di stabilire con maggior chiarezza la dottrina sulla sacramentalità dell’episcopato.

IL PRIMATO DEL SACRAMENTO SUL DIRITTO – prima parte

DON ENRICO FINOTTI

1. L’ecclesiologia sacramentale e l’ecclesiologia giuridica 

Possiamo affermare in senso generale che l’ecclesiologia del Vaticano II si configura come ecclesiologia sacramentale rispetto all’ecclesiologia precedente, prevalentemente giuridica.

In altri termini, nel Vaticano II vi è il primato del sacramento sul diritto; dell’azione precedente, sovrana e fondante di Dio rispetto alla sua determinazione giuridica; della struttura ontologica soprannaturale che scende come dono dall’alto, rispetto al pur necessario vincolo giurisdizionale.

In breve il primato della grazia divina sulla legge umana.

IL RITO DEL BATTESIMO (II)

 

Nella chiesa: la liturgia della Parola

La navata. Nella navata della chiesa insieme ai fedeli, forse in un settore a parte, stavano pure i catecumeni, che partecipavano alla prima pare della celebrazione eucaristica, la liturgia della Parola.

Tale liturgia associava catecumeni e fedeli alle grandi catechesi impartite dalla Chiesa nel corso dell’Anno liturgico.

Poi, tuttavia, i catecumeni venivano congedati per permettere ai soli fedeli l’accesso ai divini misteri.

IL RITO DEL BATTESIMO

Battistero di San Giovanni – Pisa

DON ENRICO FINOTTI

L’ambiente liturgico

L’ambiente liturgico. Il modello rituale della Chiesa riguardo al Battesimo si ha nell’«Iniziazione cristiana degli adulti» celebrata nella notte pasquale: i tre sacramenti (Battesimo, Confermazione ed Eucaristia) amministrati nell’unica veglia notturna della Pasqua.

Tuttavia la prassi secolare ordinaria della Chiesa è il «Battesimo dei bambini» per il quale vi è un rito specifico che qui consideriamo.

E’ innanzitutto importante individuare e distinguere gli ambienti sacri nei quali, secondo la tradizione, si svolge la celebrazione solenne del sacramento del Battesimo: l’atriola navatail battistero, il presbiterio.

IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO

    Benozzo Gozzoli, Battesimo di Agostino, Chiesa di Sant’Agostino, San Gimignano, 1564

Il modello liturgico della Chiesa riguardo al battesimo si ha nell’iniziazione cristiana degli adulti celebrata nella notte pasquale: i tre sacramenti nell’unica vegli notturna della Pasqua.

Tuttavia la prassi secolare ordinaria della Chiesa è il battesimo dei bambini per il quale vi è un rito specifico che qui consideriamo.