NON SI PARLA PIÙ DEI «NOVISSIMI», PERCHÉ?

Molte persone in questi ultimi decenni osservano l’assenza nella predicazione e nella catechesi del tema che riguarda i Novissimi, ossia la morte, il giudizio, l’inferno e il paradiso. Sembra vi sia un certo timore a parlarne e quasi il rischio di offendere l’udito degli ascoltatori.

Eppure nessun tema come questo è presente ed espresso con chiarezza nella Rivelazione.

–  Della morte si dice che «Dio ha creato l’uomo per l’immortalità […] ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo (Sap 2, 23-24);

–  del Giudizio si dice: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male» (2 Cor 5,10);

–  dell’Inferno il Signore afferma: «Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,41);

–  del Paradiso, nel medesimo testo, Cristo afferma: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi f in dalla fondazione del mondo» (Mt 25,34).

–  Riguardo al Purgatorio il Concilio Tridentino «ha insegnato che il purgatorio esiste e che le anime ivi trattenute possono essere aiutate dai suffragi dei fedeli e soprattutto col santo sacrificio dell’altare» (Decreto sul purgatorio).

Vi sono poi innumerevoli testi biblici che, con ancor più chiarezza, parlano di queste ultimissime realtà, che attendono ogni uomo e che incombono sul futuro del mondo. La Madonna, come una buona madre, già da lungo tempo prepara i suoi figli a non perdere di vista i quattro Novissimi, come quelle realtà soprannaturali che seguono alla nostra morte corporale e che riguardano ognuno personalmente. Infatti, a Fatima, in particolare, Maria santissima porta i tre veggenti a vedere l’inferno, il purgatorio e il paradiso. Ma, perché tale esperienza non svanisca e venga continuamente richiamata nel popolo cristiano, ha voluto insegnare loro una breve preghiera, entrata ormai nella recita del santo rosario. Ecco il testo:

O Gesù perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia”.

Come si nota qui sono ricordate le verità del peccato, causa della morte, dell’inferno «dove vanno le anime dei poveri peccatori», del purgatorio e del paradiso «porta in cielo tutte le anime». La Madonna, quindi, è oggi la grande catechista del popolo di Dio in un tempo di smarrimento del dogma della fede. Non dobbiamo quindi aver dubbio in merito. Si tratta di una dottrina sicura e sempre proclamata nella Tradizione della Chiesa. Occorre superare quell’imbarazzo, che viene dal mondo e con serenità esporre con completezza l’insegnamento della fede.

Anzi, soprattutto una catechesi precisa e costante sui Novissimi ha una grande efficacia per la salvezza delle nostre anime e ancor di più per la nostra santificazione.

Un annunzio evangelico monco su questioni di tanta importanza rende vana la grazia di Dio e inietta nell’anima il veleno dell’errore e il lassismo morale.

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